Un regalo da togliere il fiato

Un regalo da togliere il fiato.
Questo l’oggetto di una e-mail ricevuta tempo fa, che ora stavo controllando. Eh, si… Ultimamente, non ho molto la possibilità per mettermi al pc, in orario decente e. spesso mi capita di fare le ore piccole. Come stasera. Questo è quello che mi auguro e che vi auguro, per questo Natale: un regalo da togliere il fiato, che sia un oggetto o anche, come mi è successo ieri mattina, un abbraccio tanto inaspettato, quanto gradito, di quelle cose che ti fanno capire che c’è ancora qualcosa di bello e che qualche raggio di sole, c’è sempre dietro le nuvole, come in questi giorni.
Buon Natale!

Mostra su Tito Schipa al Castello Svevo

Sabato scorso, complice il sole tiepido di una mattinata di fine estate e il pranzo già pronto, con mia madre, sono andata a visitare una mostra che è allestita nel nostro Castello Svevo, nel quartiere Murat, sul tenore Tito Schipa.

La mostra, aperta il 10 aprile scorso e che si chiuderà il 15 novembre, racchiude in un excursus storico, la vita e il lavoro del tenore nativo di Lecce.  Una mostra multimediale, perché era possibile ascoltare arie interpretate dal celebre cantante oltre ad ammirare alcuni abiti di scena, cimeli, articoli di giornale, locandine delle Opere che lo hanno visto tra i protagonisti. All’ingresso, c’era un banco scolastico, a due posti, di quelli in uso verso la fine del 1800, quando il piccolo Raffaele Attilio Amedeo – il vero nome di Tito Schipa – frequentò la scuola.

Era qualcosa a cui tenevo in particolar modo, essendo cresciuta amando la musica classica e nello specifico il melodramma – passione inculcata da mia madre, la quale a sua volta, è stata tra i “loggionisti” del teatro Petruzzelli col padre.

Oltre ai costumi, c’è anche un pianoforte verticale Steinway acquistato dal tenore per gli studi musicali del figlio Tito jr. negli anni ’50.

Contemporaneamente, abbiamo anche visto, in altre sale del Castello, la Pinacoteca, coi calchi di gesso di bassorilievi, capitelli di colonne, alcune opere già custodite nei depositi del palazzo sul Lungomare Nazario Sauro.

Alla fine del giro, abbiamo avuto la possibilità di conoscere la storia del Castello attraverso un filmato di una ventina di minuti circa, proiettato in una sala al piano terra.

E’ stato bello ed emozionante visitare la mostra su Tito Schipa, oltre che quella dei calchi in gesso, è stato come fare un salto nel tempo e un bagno della Cultura con la “C” maiuscola, cosa che scarseggia nella nostra città.

Ma questa è un’altra storia.

Buona notte.

 

 

Le cure naturali in menopausa. Così vinci osteoporosi, vampate e sbalzi d’umore

Ed eccomi quì con la recensione del terzo libro, della Riza Edizioni, sulle cure naturali, dedicato alla menopausa.

Questo è uno dei punti di svolta, per la salute femminile, perché con il suo arrivo, il livello ormonale nel nostro organismo subisce delle variazioni e questo provoca una serie di cambiamenti, ma è spesso vissuto come un trauma dalle interessate. Come se la non possibilità di generare un figlio, fosse la fine della vita. Ma, si può essere madri anche stando vicino ad un ragazzo in fase di crescita o, comunque, che ha bisogno di aiuto e appoggio, oppure ad un’altra persona più giovane. Una maternità diversa ma, non per questo, meno importante!

Anche questo libro è diviso in capitoli, o sezioni: all’inizio quelli dedicati alla menopausa dal punto di vista medico, con la sintomatologia, le cause – quella fisiologica, la più normale – o la chirurgica, la descrizione degli esami da effettuare,  in seguito uno piuttosto ampio e dettagliato dei rimedi “naturali” per contrastare i sintomi, più o meno invalidanti della menopausa, come le “vampate” o gli sbalzi d’umore e da circa metà del libro, un occhio alla cucina, per contrastare uno degli effetti collaterali della menopausa, ossia l’osteoporosi, la riduzione della massa ossea a causa di una carenza di calcio. Ci sono molte ricette interessanti da poter sperimentare, per ridurre il peso senza trascurare l’apporto di questo importante minerale. E tra queste ricette, ho già adocchiato qualcuna da provare, personalmente..

Oltre alla cucina, ci sono suggerimenti per la bellezza, da non trascurare anche per contrastare i segni, inevitabili, del tempo che passa.A questo, si aggiungono alcuni esercizi, per mantenere la forma fisica – dove sta scritto che non possiamo essere ancora gradevoli a 50 anni e oltre?

Il libro chiude con alcune ricette, spiegate in maniera più dettagliata.

Con questo, si chiude il tris dei libri della Riza Edizioni, dedicate alla medicina naturale, che volevo recensire…

I prossimi salteranno fuori dalla mia biblioteca casalinga.

A presto e buona lettura, a tutti.

 

I super integratori

E questo, è il secondo dei volumi della Riza Edizioni, che ho finito di leggere, in questi giorni.

Il titolo è “I super integratori”, ossia quegli alimenti o comunque, sostanze che ingeriamo e ci aiutano a rinforzare il nostro sistema immunitario. Questo volume è, più che altro, un elenco di sostanze preziose: dall’aloe all’echinacea passando per il polline, la pappa reale, il mirtillo, il pompelmo e via di seguito.

Alcuni già li conoscevo, perché incontrati in altre circostanze, vedi il mirtillo, il pompelmo, l’aloe ma ho scoperto notizie nuove ed inconsuete.. Cose che, di solito, la medicina tradizionale sorvola o, più probabilmente, non è interessata a far conoscere all’utenza, visto il rapporto quasi “parassitario” che esiste tra medicina tradizionale e noi che, nostro malgrado, dobbiamo farne uso… Ma questo è un altro argomento, e questa non è la sede adatta per discuterlo.

Comunque, un altro piccolo assaggio, per chi volesse documentarsi sulle fonti della medicina naturale, da tenere sotto mano, per ogni evenienza, sempre da valutare caso per caso. Perché anche questa va usata “cum grano salis” e sotto guida di mano esperta..

Buona lettura

19 luglio 2017

Per molte persone, questa data non significa nulla… Ciascuno perso nei suoi pensieri e disinteressato a quello che accade; per me, no.

Personalmente, questo giorno non è legato ad eventi particolari ma come molti, ho ricordato l’attentato nel quale perse la vita il giudice Paolo Borsellino con i cinque agenti di scorta, uno dei quali, una ragazza sarda, Emanuela Loi. Sono passati ben venticinque anni da quel giorno. Era domenica e mi ero diplomata da un anno, circa. Posso dire che all’epoca credevo ancora nella buona fede del prossimo e avevo fiducia nelle persone… Poi, per tanti motivi, quella fiducia è andata scemando, fino al fioco lumicino di adesso. Con il collega Giovanni Falcone, rappresentava quella parte di “Stato” nel quale si poteva contare perché agivano secondo le regole, cercando di chiarire tanti lati oscuri della vita del nostro paese. Ma, come disse Giovanni, erano “servitori dello Stato in terra infidelium”. Uno Stato incapace o, molto più probabilmente, non intenzionato a difendere il lavoro di due dei suoi migliori esponenti, lasciando che fossero uccisi. Uccisi, perché stavano mettendo il naso in faccende più grandi di loro, intrecci tra crimine organizzato, imprenditoria e apparati deviati dello Stato stesso i quali, non esitavano a scendere a compromessi o stringere alleanze per portare a termine i loro sporchi affari e, mettere in ginocchio l’Italia.

Ieri sera, in prima serata su rai1, hanno trasmesso un “docufilm” dal titolo “Adesso tocca a me” interpretato da Cesare Bocci – il Mimì Augello de “Il commissario Montalbano”, nei panni del magistrato. Il “docufilm” univa estratti di interviste o immagini con il vero Paolo Borsellino o colleghi, giornalisti e la parte interpretata da Bocci che è riuscito a rendere molto bene le inquietudini del giudice, dopo l’uccisione del collega ma anche i lati più umani, nel rapporto coi suoi “angeli custodi” e con la famiglia. E’ emerso il ritratto di una persona gioviale, molto legata ai suoi affetti ma che credeva fino in fondo al suo lavoro. Tanto da dire a chi lo circondava che nessuno era obbligato a restargli a fianco ma di tenere ben presente che molto probabilmente, la morte li avrebbe attesi al varco. Come infatti è successo, in via d’Amelio.

Onestamente, in queste occasioni, come il 23 maggio o in altre date  particolari, si sentono solo tante parole di circostanza che sono seguite da pochi fatti concreti. E questo non va bene… Se tutti ci sforzassimo, nel nostro piccolo, di cambiare mentalità, credo che certe morti non siano state vane.

Manuale pratico Curare e vincere i dolori articolari

Rieccomi, dopo un altro periodo di latitanza, con la recensione di un libro che ho letto di recente. Diverso dagli altri, in realtà, ma comunque interessante. Si tratta di un manuale, edito dalle Edizioni Riza e si occupa della cura dei dolori articolari.

All’inizio, si analizza il problema dal punto di vista medico, con una lettura anche da quello psicologico – la Riza Edizioni è la casa editrice dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, fondato da Raffaele Morelli nel 1980, con lo scopo di divulgare un approccio olistico alla salute. Per quanto riguarda le terapie, si contemplano prima le tradizionali, che prevedono l’uso di farmaci antiinfiammatori, la fisioterapia o nei casi più complessi, come l’artrosi dell’anca, l’intervento chirurgico; oltre a questi, ci sono dei capitoli per la medicina naturale: fitoterapia, omeopatia e suggerimenti pratici da applicare ai vari casi di artrosi, che sia della cervicale – quella che ogni tanto, mi fa compagnia 😉 – lombare o degli arti. Alla fine, poi, c’è una sezione con alcune ricette utili per i tessuti osteoarticolari, alcune delle quali ho già deciso di provare personalmente.

Questo testo, con altri due, mi è stato regalato da un erborista vicino casa e, in questo periodo durante il quale non ho grande voglia di impegnare la mente in letture troppo impegnative, ha attirato la mia attenzione, anche perché in alcuni casi, ho usato la medicina naturale, affiancandola a quella tradizionale.

Lungi da me intavolare discussioni su questo argomento, non è la sede adatta. Dico solo che si dovrebbe prendere il meglio da tutto quello che ci circonda.

Buona lettura e a presto!

Titolo in bianco…

Ricordo che, a lezione, diverso tempo fa, una nostra insegnante diceva: “Prima traduciamo l’articolo e poi il titolo” per farci un’idea dell’argomento trattato. Faccio la stessa cosa: scrivo e lascio in bianco il titolo, fino all’ultimo momento, perché non so come intitolare questo “post”. Torno dopo un altro lungo periodo di latitanza e, sull’onda degli ultimi accadimenti, non ho potuto fare a meno di affacciarmi alla mia pagina e buttar giù qualche riga.
L’anno scorso, in questo stesso periodo, ci stavamo lamentando per un clima a dir poco anomalo che non ci stava dando tregua; quest’anno, pare che si sia tornati nella norma ma è la mente umana che sta perdendo colpi, pericolosamente.. L’attentato a Nizza, col suo carico di morti e feriti, l’incidente ferroviario tra Andria e Corato, prima e, stasera, il tentato colpo di stato in Turchia. Cose diverse, ma nelle quali, l’unico minimo comun denominatore che riesco a trovare è la perdita di un qualche ordine o armonia delle cose. Sensazione che, in realtà, avverto già da un po’ ma ora sta diventando più presente. Nella storia, ci sono già stati colpi di stato o passaggi al potere in maniera più o meno legittima, ma questa, in un’epoca già provata da altri eventi, mi fa pensare. Oltre agli altri fatti: l’incidente ferroviario e l’attentato in Francia, la sera del 14 luglio, festa nazionale laggiù.

Non so cosa ci riserva l’immediato futuro, ma spero che tutto questo abbia una sua spiegazione.