Archivio | ottobre 2013

Aiutarli a casa loro

La Torre di Babele

L’ennesima tragedia della speranza, ancora cadaveri nel mar Mediterraneo, diventato da tempo un enorme cimitero. Un centinaio di morti fanno ribollire le coscienze e come sempre ci si interroga su come si può fermare il fenomeno. No, non si può perchè la disperazione non si ferma. C’è chi in maniera provocatoria pensa di andarli a prendere a casa loro. Sarebbe come legalizzare la droga. E sembra facile organizzare…traghettamenti in zone di guerra! Chi ci va e chi li protegge? Purtroppo noi restiamo la porta dell’Europa e quasi sempre siamo solo un luogo di transito.  E, come con la droga, l’affare è talmente grosso che ci saranno sempre i mercanti di essere umani. Sono loro a guadagnarci. Il sistema è solo uno: aiutarli nella loro terra (dall’Albania ora non viene più nessuno) ma intervenire in Africa è più difficile che andare su Marte. Sono andato più volte nelle terre da…

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Anna Politkovskaja, un delitto senza colpevoli

La Torre di Babele

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Sono passati sette anni dall’omicidio della giornalista della Novaja Gazeta, Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre del 2006 nell’androne del suo palazzo, nel pieno centro di Mosca, mentre rincasava .Sette anni ci sono voluti perché nella capitale russa, nonostante gli intralci burocratici, sulla sede del giornale di Anna, fosse affissa una targa per ricordare il suo coraggio. Opera che raffigura tre fogli strappati da un’agenda e ricoperti da appunti, con sopra un ritratto di Anna. Donna fragile solo in apparenza, che però non si è fermata davanti alla paura e ha continuato a raccontare “La Russia di Putin” – così si chiama uno dei suoi libri più famosi – e le violazioni dei diritti umani durante le azioni militari russe in Cecenia. [segue]  La via dei boschi

L’ultimo reportage Vera, la figlia  Illia, il figlio

Il prezzo della libertà L’era Putin

“Non sono un…

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Déjà vu

Strana sensazione… Vedere un luogo – nel mio caso, la sala dove si terrà il ricevimento del matrimonio di una cara amica – ed avere la netta percezione che il posto sia familiare, perchè lo si è visto in precedenza…
Non è la prima esperienza del genere e non mi capitava da diverso tempo. Non ho i mezzi per avventurarmi nel cercare di comprendere cosa ci sia dietro certi strani fenomeni e, devo ammettere che, in taluni casi, avrei anche paura di approfondire il tutto..
Vedremo l’anno prossimo, sul posto, come andrà…

Liste di attesa…

Liste di attesa dovunque: negli uffici, dal medico, nei negozi – quelle file per le casse – alla posta…

Tutto sta diventando così difficile da gestire e parecchio snervante… In molti casi, il tutto è addebitato al poco personale, ma capita spesso che le persone che dovrebbero sbrigare le varie mansioni, si dilunghino in attività che ben poco hanno a che fare con quello che stanno facendo, in quel momento…

Parlano di “crisi”, ma si dovrebbe iniziare ad usare la parola “responsabilità”: se tutti ci assumessimo quella che ci riguarda, ad ogni livello ed in ogni contesto, credo che le cose andrebbero un po’ meglio…

E con questo, buona notte a tutti….