Archivi

Le cure naturali in menopausa. Così vinci osteoporosi, vampate e sbalzi d’umore

Ed eccomi quì con la recensione del terzo libro, della Riza Edizioni, sulle cure naturali, dedicato alla menopausa.

Questo è uno dei punti di svolta, per la salute femminile, perché con il suo arrivo, il livello ormonale nel nostro organismo subisce delle variazioni e questo provoca una serie di cambiamenti, ma è spesso vissuto come un trauma dalle interessate. Come se la non possibilità di generare un figlio, fosse la fine della vita. Ma, si può essere madri anche stando vicino ad un ragazzo in fase di crescita o, comunque, che ha bisogno di aiuto e appoggio, oppure ad un’altra persona più giovane. Una maternità diversa ma, non per questo, meno importante!

Anche questo libro è diviso in capitoli, o sezioni: all’inizio quelli dedicati alla menopausa dal punto di vista medico, con la sintomatologia, le cause – quella fisiologica, la più normale – o la chirurgica, la descrizione degli esami da effettuare,  in seguito uno piuttosto ampio e dettagliato dei rimedi “naturali” per contrastare i sintomi, più o meno invalidanti della menopausa, come le “vampate” o gli sbalzi d’umore e da circa metà del libro, un occhio alla cucina, per contrastare uno degli effetti collaterali della menopausa, ossia l’osteoporosi, la riduzione della massa ossea a causa di una carenza di calcio. Ci sono molte ricette interessanti da poter sperimentare, per ridurre il peso senza trascurare l’apporto di questo importante minerale. E tra queste ricette, ho già adocchiato qualcuna da provare, personalmente..

Oltre alla cucina, ci sono suggerimenti per la bellezza, da non trascurare anche per contrastare i segni, inevitabili, del tempo che passa.A questo, si aggiungono alcuni esercizi, per mantenere la forma fisica – dove sta scritto che non possiamo essere ancora gradevoli a 50 anni e oltre?

Il libro chiude con alcune ricette, spiegate in maniera più dettagliata.

Con questo, si chiude il tris dei libri della Riza Edizioni, dedicate alla medicina naturale, che volevo recensire…

I prossimi salteranno fuori dalla mia biblioteca casalinga.

A presto e buona lettura, a tutti.

 

Annunci

I super integratori

E questo, è il secondo dei volumi della Riza Edizioni, che ho finito di leggere, in questi giorni.

Il titolo è “I super integratori”, ossia quegli alimenti o comunque, sostanze che ingeriamo e ci aiutano a rinforzare il nostro sistema immunitario. Questo volume è, più che altro, un elenco di sostanze preziose: dall’aloe all’echinacea passando per il polline, la pappa reale, il mirtillo, il pompelmo e via di seguito.

Alcuni già li conoscevo, perché incontrati in altre circostanze, vedi il mirtillo, il pompelmo, l’aloe ma ho scoperto notizie nuove ed inconsuete.. Cose che, di solito, la medicina tradizionale sorvola o, più probabilmente, non è interessata a far conoscere all’utenza, visto il rapporto quasi “parassitario” che esiste tra medicina tradizionale e noi che, nostro malgrado, dobbiamo farne uso… Ma questo è un altro argomento, e questa non è la sede adatta per discuterlo.

Comunque, un altro piccolo assaggio, per chi volesse documentarsi sulle fonti della medicina naturale, da tenere sotto mano, per ogni evenienza, sempre da valutare caso per caso. Perché anche questa va usata “cum grano salis” e sotto guida di mano esperta..

Buona lettura

19 luglio 2017

Per molte persone, questa data non significa nulla… Ciascuno perso nei suoi pensieri e disinteressato a quello che accade; per me, no.

Personalmente, questo giorno non è legato ad eventi particolari ma come molti, ho ricordato l’attentato nel quale perse la vita il giudice Paolo Borsellino con i cinque agenti di scorta, uno dei quali, una ragazza sarda, Emanuela Loi. Sono passati ben venticinque anni da quel giorno. Era domenica e mi ero diplomata da un anno, circa. Posso dire che all’epoca credevo ancora nella buona fede del prossimo e avevo fiducia nelle persone… Poi, per tanti motivi, quella fiducia è andata scemando, fino al fioco lumicino di adesso. Con il collega Giovanni Falcone, rappresentava quella parte di “Stato” nel quale si poteva contare perché agivano secondo le regole, cercando di chiarire tanti lati oscuri della vita del nostro paese. Ma, come disse Giovanni, erano “servitori dello Stato in terra infidelium”. Uno Stato incapace o, molto più probabilmente, non intenzionato a difendere il lavoro di due dei suoi migliori esponenti, lasciando che fossero uccisi. Uccisi, perché stavano mettendo il naso in faccende più grandi di loro, intrecci tra crimine organizzato, imprenditoria e apparati deviati dello Stato stesso i quali, non esitavano a scendere a compromessi o stringere alleanze per portare a termine i loro sporchi affari e, mettere in ginocchio l’Italia.

Ieri sera, in prima serata su rai1, hanno trasmesso un “docufilm” dal titolo “Adesso tocca a me” interpretato da Cesare Bocci – il Mimì Augello de “Il commissario Montalbano”, nei panni del magistrato. Il “docufilm” univa estratti di interviste o immagini con il vero Paolo Borsellino o colleghi, giornalisti e la parte interpretata da Bocci che è riuscito a rendere molto bene le inquietudini del giudice, dopo l’uccisione del collega ma anche i lati più umani, nel rapporto coi suoi “angeli custodi” e con la famiglia. E’ emerso il ritratto di una persona gioviale, molto legata ai suoi affetti ma che credeva fino in fondo al suo lavoro. Tanto da dire a chi lo circondava che nessuno era obbligato a restargli a fianco ma di tenere ben presente che molto probabilmente, la morte li avrebbe attesi al varco. Come infatti è successo, in via d’Amelio.

Onestamente, in queste occasioni, come il 23 maggio o in altre date  particolari, si sentono solo tante parole di circostanza che sono seguite da pochi fatti concreti. E questo non va bene… Se tutti ci sforzassimo, nel nostro piccolo, di cambiare mentalità, credo che certe morti non siano state vane.

Manuale pratico Curare e vincere i dolori articolari

Rieccomi, dopo un altro periodo di latitanza, con la recensione di un libro che ho letto di recente. Diverso dagli altri, in realtà, ma comunque interessante. Si tratta di un manuale, edito dalle Edizioni Riza e si occupa della cura dei dolori articolari.

All’inizio, si analizza il problema dal punto di vista medico, con una lettura anche da quello psicologico – la Riza Edizioni è la casa editrice dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, fondato da Raffaele Morelli nel 1980, con lo scopo di divulgare un approccio olistico alla salute. Per quanto riguarda le terapie, si contemplano prima le tradizionali, che prevedono l’uso di farmaci antiinfiammatori, la fisioterapia o nei casi più complessi, come l’artrosi dell’anca, l’intervento chirurgico; oltre a questi, ci sono dei capitoli per la medicina naturale: fitoterapia, omeopatia e suggerimenti pratici da applicare ai vari casi di artrosi, che sia della cervicale – quella che ogni tanto, mi fa compagnia 😉 – lombare o degli arti. Alla fine, poi, c’è una sezione con alcune ricette utili per i tessuti osteoarticolari, alcune delle quali ho già deciso di provare personalmente.

Questo testo, con altri due, mi è stato regalato da un erborista vicino casa e, in questo periodo durante il quale non ho grande voglia di impegnare la mente in letture troppo impegnative, ha attirato la mia attenzione, anche perché in alcuni casi, ho usato la medicina naturale, affiancandola a quella tradizionale.

Lungi da me intavolare discussioni su questo argomento, non è la sede adatta. Dico solo che si dovrebbe prendere il meglio da tutto quello che ci circonda.

Buona lettura e a presto!

Titolo in bianco…

Ricordo che, a lezione, diverso tempo fa, una nostra insegnante diceva: “Prima traduciamo l’articolo e poi il titolo” per farci un’idea dell’argomento trattato. Faccio la stessa cosa: scrivo e lascio in bianco il titolo, fino all’ultimo momento, perché non so come intitolare questo “post”. Torno dopo un altro lungo periodo di latitanza e, sull’onda degli ultimi accadimenti, non ho potuto fare a meno di affacciarmi alla mia pagina e buttar giù qualche riga.
L’anno scorso, in questo stesso periodo, ci stavamo lamentando per un clima a dir poco anomalo che non ci stava dando tregua; quest’anno, pare che si sia tornati nella norma ma è la mente umana che sta perdendo colpi, pericolosamente.. L’attentato a Nizza, col suo carico di morti e feriti, l’incidente ferroviario tra Andria e Corato, prima e, stasera, il tentato colpo di stato in Turchia. Cose diverse, ma nelle quali, l’unico minimo comun denominatore che riesco a trovare è la perdita di un qualche ordine o armonia delle cose. Sensazione che, in realtà, avverto già da un po’ ma ora sta diventando più presente. Nella storia, ci sono già stati colpi di stato o passaggi al potere in maniera più o meno legittima, ma questa, in un’epoca già provata da altri eventi, mi fa pensare. Oltre agli altri fatti: l’incidente ferroviario e l’attentato in Francia, la sera del 14 luglio, festa nazionale laggiù.

Non so cosa ci riserva l’immediato futuro, ma spero che tutto questo abbia una sua spiegazione.

 

 

Oscar e la dama in rosa

Un libro di Eric Emmanuel Schmitt, che avevo letto e recensito, tempo fa.  Anche questo, nella duplice versione, italiano/inglese.

 

Oscar e la dama in rosa

Oscar, un bambino di dieci anni, é un ragazzino vivace, curioso della vita e del mondo, con un grande desiderio di farsi degli amici. Ma è in ospedale, per una grave forma di leucemia, che non si può curare.
Durante la degenza, conoscerà altri coetanei: Yves ribattezzato Bacon, Pop Corn, Einstein e, tra le femminucce, Peggy Blue. Ma la persona con la quale intreccerà un legame saldo sarà Nonna Rosa, un’anziana signora, vestita di rosa la quale, per lui, si inventerà un passato da lottatrice di catch.
I medici non gli hanno detto che le cure non avranno l’esito sperato ma, Oscar lo comprenderà osservandoli quando lo visitano e poi, lo sentirà dalla viva voce del dottor Dsseldorf mentre lo ascolta parlare con i genitori, nascosto in uno stanzino.
Da allora, li detesterà perché si renderà conto che, anche loro, non saranno sinceri… Nonna Rosa gli propone un gioco: scrivere a Dio una lettera ogni giorno, che vale per dieci anni. La storia si svolge gli ultimi giorni di dicembre e lui si ritroverà ad aver vissuto centodieci anni. In un batter d’occhio.

Oscar accetta di buon grado e si butta a capofitto. Racconterà al suo “corrispondente” il suo rapporto conflittuale coi genitori, le sue disavventure in ospedale e il tenero sentimento che lo legherà a Peggy Blue. La bambina è ricoverata per una patologia particolare: la sindrome del bambino blu: un difetto circolatorio che la rende azzurrognola. E’ in attesa di un intervento per guarire ma, secondo lui, è bella così. Gli sembra una fata. Nonna Rosa gli suggerisce di dirle quello che prova; Oscar, all’inizio é perplesso per il suo aspetto: infatti, ha il cranio rasato per le terapie e somiglia ad un uovo, però segue il consiglio dell’anziana amica e le dice che la proteggerà dai fantasmi – di notte aveva sentito piangere qualcuno ed aveva creduto si trattasse di fantasmi che spaventavano la bambina. Dovrà affrontare la rivalità di un altro “spasimante” Pop Corn, ma Peggy lo preferirà a quest’ultimo.

Un giorno, Nonna Rosa lo accompagna in cappella e Oscar resta allibito dinanzi al Crocifisso. Gli spiega che quello è il Dio al quale si rivolge nelle sue lettere, ma il ragazzino ha difficoltà a comprendere come un Dio sia ridotto in quelle condizioni: magro, col corpo ferito e inchiodato su una croce. Nonna Rosa gli fa notare che nessuno può evitare di soffrire, nemmeno Dio, però c’è differenza tra la sofferenza fisica, subita, e quella morale, scelta. Però ha fiducia per quello che gli succede, perciò avverte di meno il dolore dei chiodi. Così gli dice di non aver paura di morire, ma fiducia, perché non sa cosa c’è dopo.

Il 25 dicembre, con l’aiuto di Pop Corn, Bacon e Einstein, riesce a scappare dall’ospedale, dopo la visita di Nonna Rosa e prima dell’arrivo dei genitori. Si nasconde nella macchina dell’anziana signora e arriva fino a casa sua. Quì saprà che in ospedale sono tutti preoccupati per la sua scomparsa come anche i genitori i quali sono tristi ,perché non riescono ad intendersi con lui. Capirà, quindi, di essere stato ingiusto con loro e chiederà a Rosa di chiamarli per festeggiare insieme il Natale.

Man mano, col trascorrere dei giorni, impara cose nuove ma si sente sempre più stanco e chiede a Dio di andare a trovarlo, anche se ha intorno tante persone. Si renderà conto della presenza Divina svegliandosi una mattina presto, al sorgere dell’alba, quando tutto é tranquillo. Si guarda intorno e assapora ogni dettaglio: la luce, i colori, l’aria che entra nelle narici, permettendogli di respirare… Spiega ai genitori che la vita é uno strano regalo: da giovani la si sopravvaluta, poi la si trova scadente e la si vorrebbe gettare via, infine si comprende che si tratta solo di un prestito, e come tale, si cerca di meritarlo.

L’ultima lettera sarà scritta da Nonna Rosa. Il bambino é morto mentre lei ed i suoi genitori, si erano allontanati per bere un caffè.Quasi a risparmiar loro la durezza della morte. Se Oscar aveva imparato tanto da lei, allo stesso modo Rosa aveva appreso tanto dal piccolo assistito, che le aveva donato tanto amore.

E’ un libro commovente, a tratti divertente e comico. Tratta con levità argomenti come Dio, la malattia, la morte, che da sempre, sono gli interrogativi per l’intero genere umano.

Oscar and the Pink Lady

Oscar is a 10 – year – old boy. He is a lively guy, curious about life and world, eager to have many friends. But, he is in the hospital for a serious leukaemia, difficult to treat.
During his period in hospital, he meets other people of his same age: Yves, renamed Bacon, Pop Corn and Einstein, and among the girls, Peggy Blue. But the person with whom he establishes a steady bond is Grandma Rose, a pink dressing old woman, who will make up, for him, a past as catch fighter .
Doctors didn’t tell him treatments will be useless, but Oscar will understand everything observing them when they visit him and hear dr. Dsseldorf while talking to his parents about this subject, hidden in a storeroom.
Since then, he will detest them, because he will realize they too, will not be honest with him.
Grandma Rose proposes a game: every day he has to write God a letter. A day accounts for ten years. The story take place in the last days of December and he founds himself at the age of one hundred and ten.

Oscar willingly accepts. He will tell his penfriend his difficult relationship with his parents, his mishaps in the hospital and the sweet feeling born between Peggy Blue and him. Peggy Blue is at the hospital for a particular disease: the “blue baby Syndrome”: a circulatory fault making her bluish. She needs undergoing surgery to get well but he thinks she is nice like that. She looks like a fairy. Rose suggests him talking about his feelings to Peggy; Oscar , at first, is puzzled for his look:
his head is shaved for the treatments and he seems an egg, but he follows his friend’s advice and tells Peggy he will keep her safe from ghosts – at night he heard someone crying and he thought ghosts were frightening her. He has to face a rival, Pop Corn, but Peggy will prefere him.

One day, Grandma Rose goes with him in the chapel and Oscar is appalled in front of the Cross. She explaines he is the God to whom he sends his letters but the boy hardly realize how a God could reduce in a bad state: thin, his body injured and nailed onto a cross. Rose underlines that no one can avoid suffering, neither God, but there is a difference between physical suffering to which we are subjected, and a moral one, chosen. But he is confident in what is happening, so perceives less the pain for nails. So, she tells he shall not be afraid of death but be trusting, because he is worried about the unknown.

On Christmas day, with the help of Pop Corn., Bacon and Einstein, Oscar runs away from the hospital, after Rose visit and before the arrival of his parents. He hides in the old lady’s car and arrives to her home. Here, he finds out everybody is worried about his disappearence, and so his parents are; they are sad for not succeed in understand ing each other. He, therefore, realizes he has been unfair to them and asks Rose to call them, to celebrate Christmas together.

Little by little, he learns new things but is more and more tired. He asks God to visit him, even if there are many people around him. One day, waking up at dawn, he realizes God presence, in every detail around him: light, colours, air entering his nostrils and permitting to breathe. He looks around and appreciate everything. He explains his parents, life is a particular gift: when we are young, we overestimate it, after we find it poor and we would like to throw it away, in the end we understand it si only a loan and we have to earn it.

Grandma Rose will write the last letter. Oscar is dead while his parents and her had moved away for a coffee. As if he wanted to spare them the cruelty of death. If Oscar had learnt so from her as much she had gained a lot from him, who gave her so much love.

This is a moving book, at times amusing and funny. It deals, in a light way, with subjects like God, illness, death that are always questioning mankind.

Il meglio che possa capitare ad una brioche

Un altro giallo, a dire il vero, un po’ particolare. E questa volta, la recensione é in italiano e inglese. 🙂

Il meglio che possa capitare a una brioche

“Il meglio che possa capitare a una brioche è di essere imburrata”.
Così inizia questo romanzo, il cui autore Pablo Tusset, ambienta nella città di Barcellona. Pablo Miralles, il protagonista, è il secondogenito di una benestante famiglia catalana. Questo trentenne nullafacente, arrogante, che si divide tra uno spinello e un bicchiere di qualche super alcolico, appassionato del web, dovrà improvvisarsi detective per indagare sull’improvvisa scomparsa del fratello maggiore Sebastián con la segretaria. Per ritrovarlo, dovrà risolvere, anche grazie all’aiuto di un alcuni amici iscritti ad un sito di filosofia, il Metaphysical Club, un enigma celato in un racconto che lo porterà ad entrare in contatto con un’organizzazione responsabile della sparizione di Sebastián, come scoprirà alla fine.

Le vicende si svolgono alla vigilia della festa di S.Juan e ruotano intorno ad una misteriosa casa al cui esterno viene esposto un panno rosso… Nelle indagini sarà coadiuvato da Fina, sua fiamma in passato; queste proseguiranno parallelamente con quelle di due investigatori professionisti, padre e figlio, anch’essi sulle tracce dello scomparso.

Non mi è piaciuto molto perché, nonostante fosse un giallo, uno dei miei generi preferiti, alle peripezie di Pablo, come investigatore, si affiancavano alcune “divagazioni veneree” secondo me inutili. Almeno per quel che riguarda la storia narrata. Le descrizioni dei personaggi, degli ambienti sono minuziose, scendono nel dettaglio tanto che sembra quasi di vederli dal vivo, anche se, possono essere fuorvianti rispetto all’argomento principale.

Sicuramente, siamo alle prese con un giallo particolare, anche dal punto di vista lessicale, nel quale si incontrano vocaboli tipici del gergo informatico, forse anche a causa della professione principale dell’autore, proprio in ambito informatico. Per fare un esempio: Pablo risolve l’enigma grazie alla collaborazione di un giovane hacker; per accedere al sito ha bisogno di una password, che gli sarà recapitata tramite e-mail ; contatta i suoi aiutanti in una chat.

The best it can happen to a brioche

“The best it can happen to a brioche is to be buttered”.
This is the beginning of the novel, whose author Pablo Tusset, sets in Barcelona. The protagonist, Pablo Miralles is the second-born of a Catalan whealthy family. This arrogant, idle thirty-year-old sharing a joint and a glass of spirits is fond of the Internet. He has take the role of detective to investigate the sudden disappearance of his older brother Sebastián with his secretary. To find Sebastián, with the help of some friends like him members of the “Metaphysical Club”a philosophy web site, Pablo has to solve an enigma hidden in a tale. This tale will lead him to meet an organization responsible for his brother’s despair, as he will discover in the end.

The events take place during the eve of St. John’s day and they revolve around a mysterious house outside of which a red cloth was raised… A former “flame”, Fina will cooperate with Pablo on his investigations. A couple of detectives, father and son, is also following Sebastián footprints.

Thoug it is a detective novel, one of my favourite literary genre, I didn’t like it very much, because Pablo’s ups and downs as detective were side by side with some “venereal digressions”, useless in my opinion, at least for what concerns the story. The descriptions of characters and places are very detailed and it seems as if they are alive, but this can also be misleading from the main subject.

We are, certainly, dealing with a particular detective novel, from the lexical point of view also, in which we find typical words of the computer language, maybe thanks to the author’s primary job, also, right in the computer field. For example: Pablo works out the enigma thanks to the cooperation of a young hacker; to log in the site, he needs a password, he will receive through an e-mail ; he gets in touch with his friends in a chat.