Ultima sentenza

Per variare, ecco la recensione – in duplice versione: italiano/francese – di un “legal thriller” acquistato e letto qualche anno fa.

ULTIMA SENTENZA

Un tribunale del Mississipi ha riconosciuto, dopo un lungo e travagliato iter giudiziario, un risarcimento di quarantuno milioni di dollari a Jeannette Baker, la quale, nel giro di pochi mesi – otto – ha visto morire di tumore il marito ed il figlio.
La responsabilità è stata attribuita alla “Krane Chemical”- produttrice di un pesticida, il“pillamar 5” – ritenuta colpevole di aver smaltito, per anni, rifiuti tossici nei terreni vicini al suo stabilimento di Bowmore, inquinando le falde acquifere della cittadina e provocando il cancro in molti membri della comunità locale.

La donna è stata assistita, durante la causa, da una coppia di avvocati, Wes e Mary Grace Payton, marito e moglie, lei originaria di Bowmore. I due si sono fortemente indebitati con la loro banca, la Second State Bank, che aveva loro concesso un prestito per la causa.
Il proprietario della Krane Chemical, Carl Trudeau, tenterà di far rimuovere il giudice che dovrà presiedere l’Appello, Sheila McCarthy e, con l’aiuto di una “lobby”, la “Troy-Hogan” di un certo Barry Rinehart, proverà a far arrivare alla Corte Suprema dello stato del Mississipi, un giudice amico, in modo da far modificare la sentenza a suo favore. Tra un anno, si terranno le elezioni per un seggio alla Corte Suprema e, il candidato che sfiderà il magistrato attualmente in carica, è identificato con Ron Fisk, avvocato. Inoltre, anche il giudice Harrison , che aveva emesso la prima sentenza, sarà sfidato da un’avvocatessa di Hattiesburg, Joy Hoover, anche lei ingaggiata da Tony Zachary e dalla Judicial Vision – uno dei gruppi che appoggerà Fisk.

A seguito del verdetto, si affaccerà in Mississipi anche un grande studio legale di Philadelphia specializzato in “class action” per danni, il quale si assocerà con uno più piccolo del posto, quello di Clyde Hardin, alla ricerca di eventuali casi di patologie riconducibili alla Krane Chemical e intentare un’azione contro quest’ultima.
Si scatenerà, in tal modo, una caccia al malato, per la quale un ambulatorio sarà allestito appositamente vicino lo studio legale.

A Ron Fisk, si era aggiunto anche un secondo avversario, per un breve periodo, Clete Coley. Questo sarà una figura fugace ma, come Fisk e Joy Hoover, sarà pagato dai soldi di Carl Trudeau, per la maggior parte.

La campagna elettorale, soprattutto quella di Fisk, sarà senza esclusione di colpi, in un crescendo che si spingerà fino alla manipolazione di fatti reali…

La giudice McCarthy, nonostante gli sforzi sovrumani dei suoi collaboratori, sarà sconfitta e tornerà ad esercitare la professione forense.

Il neo giudice Fisk, svolgerà il suo lavoro alla Corte Suprema, fino ad un grave incidente nel quale resterà coinvolto il figlio Josh, durante una partita di baseball. In questo caso, si troverebbe ad essere parte lesa in una eventuale causa per danni. Quasi come uno scherzo del destino, in concomitanza con questo, dovrà decidere come votare per la sentenza del caso “Baker vs Krane Chemical” ma, a differenza di quanto ipotizzato da molti, non si farà influenzare dai suoi problemi familiari, annullando la sentenza di primo grado che aveva ritenuto colpevole la Krane.

Un “legal thriller”, il primo per me… Avvincente ma, allo stesso tempo, duro nel rappresentare la realtà e quello che entra in ballo in certi casi: il denaro significa potere e, insieme , impunità, anche a costo della vita umana…

DERNIER RECOURS

Un tribunal du Mississipi a reconnu, après une longue et difficile poursuite judiciaire, une compensation de quarante et un millions de dollars, à Jeannette Baker qui a perdu son mari e son fils, en l’espace de huit mois, pour une tumeur.

La “Krane Chemical”, produisant un pesticide, le “Pillamar 5” a été jugée responsable et coupable d’avoir éliminé, pour plousieurs années, des déchets toxiques dans les terres près de son usine de Bowmore, contaminant, ainsi, la couche d’eau de la ville et favorisant donc, le cancer chez beaucoup des citoyens.

Pendant la cause, elle a été assistée par deux avocats, Wes et Mary Grace Payton. Ils sont mariés et Mary Grace est issue de Bowmore.

Les deux avocats se sont indettés lourdement avec leur banque, la Second State Bank, qui leur avait accordé créance pour la cause.

Carl Troudeau, le proprietaire de la “Krane Chemical”, éprouvera de faire révoquer le juge qui présidera l’Appel, Sheila McCarty et, à travers l’aide de “Troy-Hogan”, un “lobby” de Barry Rinehart, essayera de faire élire à la Cour Suprme du Mississipi, un juge “ami” afin de modifier l’arrt. Dans un an, il y aura les élections pour un siége dans la Cour Suprme et, le candidat s’opposant au magistrat en exercice, est identifié avec l’avocat Ron Fisk. Le juge Harrison, aussi, qui avait rendu le premier verdict, sera affronté par Joy Hoover, une avocate de Hattiesburg, elle mme recrutée par Tony Zachary et la Judicial Vision, un des groupes soutenant Ron Fisk.

Après le verdict, au Mississipi arrivera un grand étude d’avocats de Philadelphia, spécialisé en “actions collectives” pour dommages et s’associera à un étude plus petit de Bowmore, celui de Clyde Hardin. Ils rechercheront des pathologies qu’on pourrait ramener à la “Krane Chemical” et intenteront une action contre la firme.
Eclatera, ainsi, une veritable “chasse” au malade, pour laquelle sera installé un cabinet de consultation spécial à cté de l’étude.

A Ron Fisk s’était ajouté un deuxième adversaire, pour une brève période, Clete Coley. Il sera un personnage passager mais, tout comme Fisk et Joy Hoover, sera payé avec l’argent de Carl Troudeau, la plupart.

La campagne électorale, surtout celle de Ron Fisk, sera très dure, avec une montée qui arrivera jusqu’à la manipulation de faits réels…

Sheila McCarty, malgré les efforts de ses collaborateurs, sera battue et reviendra à exercer la profession juridique.

Fisk, dans son rle de juge élu récemment, poursuivra son travail dans la Cour Suprme, jousqu’au terrible accident à son fils Josh, pendant un match de baseball. Comme un coup du sort, en concidence avec cet épisode, il devra decider comme s’exprimer sur le cas “Baker contre Krane Chemical” mais, contrairement à ce que beaucoup de gens avait pensé, il ne se fera pas influencer par ses problèmes familiaux et annullera le verdict de premier degré.

Un “legal thriller”, pour moi le primer… Captivant mais, en mme temps, dur dans la représentation de la réalité et ce qui se passe certaines fois: l’argent signifie pouvoir et, à la fois, impunité, au risque de la vie humaine.

 

Annunci

Donne che amano troppo

Eccomi con la recensione di un altro libro di Robin Norwood, dal titolo “Donne che amano troppo“.

Questo testo, mi era stato indicato, anni addietro, da una conoscente ma non mi era ancora capitato di acquistarlo. Qualche tempo fa, durante uno dei miei “giri di ricognizione” alla Feltrinelli, lo avevo adocchiato su uno degli scaffali e successivamente, l’ho acquistato. E’ entrato a far parte, quindi, della mia piccola libreria  casalinga – un termine un po’ esagerato, forse.

Ma veniamo a noi.

L’autrice, in questo caso, ha analizzato storie di donne innamorate di uomini che le hanno fatte soffrire, tentando inutilmente di “cambiarlo”. Ciascuna, a suo modo, ha avuto problemi durante l’infanzia – in particolare, alcune erano figlie di genitori alcolizzati, o almeno lo era uno dei due – e, crescendo, é come se abbia cercato di replicare quella situazione, imbattendosi in persone che, per vari motivi – perché violente,  avevano conti aperti con la giustizia o semplicemente assenti, perché interessati solo a se stessi – sarebbero state dei partner da evitare. In alcuni casi, addirittura, quando il compagno correggeva i suoi difetti – quelli che, inizialmente, lo avevano reso desiderabile agli occhi della donna – il legame “affettivo” è venuto meno, perché viziato a monte.

Minimo comun denominatore dei vari casi studiati, era il senso di noia ispirato da uomini più equilibrati, coi quali le varie protagoniste delle storie avrebbero potuto intrecciare relazioni più sane.

Alla fine del libro, l’autrice suggerisce come creare gruppi di autoaiuto, per donne che avendo superato difficoltà simili, vogliano mettere a disposizione di altre la loro esperienza.

 

Quando la Natura ci ricorda che siamo suoi ospiti…

Terremoto in Nepal, con epicentro fra Kathmandu e Pokhara. Ci sono state molte vittime – anche a causa delle valanghe provocate, sull’Everest, dal sisma. Danni ingenti, anche agli edifici e tra questi, c’è stato il crollo di una torre, patrimonio dell’Unesco, uno dei principali monumenti di Kathmandu.

E’ da diverso tempo, che si stanno verificando, terremoti di diversa entità, anche quì in Italia, senza che se ne sappia nulla. Come se, la Terra, voglia ricordarci che siamo solo suoi ospiti e non possiamo abusare della sua pazienza..

Questo, fino a quando si continuerà a trivellare, alla ricerca di fonti energetiche fossili, quando si potrebbe, anzi si dovrebbe passare ad altro, anche per non andare incontro a tragedie peggiori…

 

 

Fedora…

Tempo fa, alla ricerca di questa opera di Umberto Giordano – rappresentata a Lecce nel ’98, con Katia Ricciarelli e José Cura, nei ruoli principali – sono riuscita a trovare un DVD, con la registrazione della stessa ma con interpreti diversi. Poco male, mi son detta, almeno l’ avrei ascoltata per intero. Nel cofanetto, però, mancava un libretto. Mi son messa alla ricerca ma, dopo aver chiesto in giro, nulla..

Quasi rassegnata, stavo per gettare la spugna, quando, un giorno, mi é venuto in mente di recarmi presso un negozio di pianoforti, dove si tengono concerti o serate a tema musicale o culturale, ed informarmi su dove avrei potuto reperire un articolo così desueto – il termine esatto. Una delle titolari, molto gentilmente, mi ha indicato un negozio, vicino il Conservatorio dove sarei riuscita a trovare ciò che stavo cercando… E così é stato, in effetti. Ho aspettato un mese, più o meno, ma sono riuscita ad averlo.

Questo luogo, una piccola oasi nel deserto, mi era totalmente sconosciuto. E credo che, sia uno dei pochi, in tutta Italia, dove si possono trovare ancora certe cose. Avevo anche fatto una ricerca sul web, ma non intendevo scaricare e stampare ben 58 pagine… E’ stato triste constatare che, col tempo, sia per l’avvento del web, che per la mancanza di interesse per certi generi musicali, stanno chiudendo attività che facevano parte del cuore commerciale di questa città… E di quà, mi verrebbe di fare qualche riflessione anche sul livello intellettuale dei miei contemporanei – che temo, stia calando paurosamente.. Ma spero che ci possa essere una rinascita, anche da questo punto di vista.

 

Due coccinelle e una strana “medium”…

Riemergo dall’ombra, per commentare – tra me e me – alcuni strani avvenimenti che sono capitati, di recente. Partiamo dall’inizio. Le due coccinelle.. Due ospiti alate che, separatamente, si sono affacciate dalle mie parti, come segno premonitore della primavera o come messaggere di lieti eventi. Una vicino una tenda e la sua simile, giorni dopo, attaccata ad un pile, ritirato dal balcone… Fin quì niente di strano, siamo quasi in primavera – anzi, oggi é proprio il primo giorno della nuova stagione.

La cosa più singolare, é stato l’incontro con una “medium”… Mi ero affacciata dalle parti di alcuni amici, per un saluto veloce e, questa donna ha fatto capolino sull’uscio del negozio di questi ragazzi. Inizialmente, ho pensato ad una rom, che chiedeva l’elemosina e in effetti, ha domandato se qualcuno di noi avesse qualche spicciolo..Ha detto di essere calabrese e chiamarsi Angela. Alla nostra risposta negativa, ha proposto di leggere la mano a me e all’altra persona presente. Inutile dire che ci siamo rifiutati. Lei, sorridente, dopo averci osservati, ha stilato un ritratto sommario delle nostre persone. Non ricordo esattamente le parole, ma grosso modo ha detto che devo stare serena, c’è un’anima buona che veglia su di me e che il 10 aprile sarà un giorno fortunato. Anche per l’altra persona, si è espressa in termini positivi. Poi, é andata via tranquilla..
Non credo a sensitivi, medium o cose simili, ma da un po’ di tempo a questa parte, certi strani “fenomeni” mi fanno pensare… Anche la provenienza di costei – denunciata dall’accento, a me familiare – mi ha lasciato di stucco…

Se mi capitasse di incontrarla, farei due chiacchiere…

 

Pioggia…

Strano tempo, questi giorni… Saremmo già in primavera, almeno dal punto di vista metereologico, ma pare di essere tornati indietro in autunno o, peggio, inverno. Anche oggi, che sono riuscita ad incontrarmi con tre care amiche ed ex colleghe di studi, pioveva quasi a dirotto. Siamo state “graziate” per arrivare al ristorante e al rientro, verso casa, ma questa mattina e durante il pranzo… Pareva si fossero scatenati gli elementi…

Questi giorni, sto leggendo un altro dei libri che ho acquistato un po’ di tempo fa: “Guarire con la mente”.. Altro volume interessante, ma più tecnico rispetto a quello di Robin Norwood… Sarà “recensito” appena lo termino, ma credo segnerò qualche frase, come motto…

Guarire coi perché – Robin Norwood

Rieccomi, dopo tanto, col commento dell’ultimo libro che ho terminato di leggere, proprio ieri sera: Guarire coi perché, di Robin Norwood.

L’autrice, psicoterapeuta specializzata in terapia della famiglia, si occupa di problemi di “dipendenza” ed ha lavorato con tossicodipendenti ed alcolisti. Ha scritto anche “Donne che amano troppo”, ma questa volta si é rivolta ad un pubblico sia maschile che femminile, invitandolo a guardare con occhio diverso alle varie avversità che si incontrano nella vita. Non a caso, il titolo originale dell’opera é:”Why me, why this, why now” ossia “Perché a me, perché questo, perché adesso”.
A tutti sarà capitato di chiederci – a me abbastanza spesso, anche recentemente – per quale motivo si stava affrontando una certa difficoltà in un determinato periodo della propria esistenza. Secondo la Norwood, sono compiti che la nostra anima ci assegna per migliorare noi stessi e curare le nostre ferite più profonde…

Lei stessa, nell’introduzione, racconta che ha scritto il libro, dopo un periodo difficile della sua esistenza: un divorzio alle spalle, difficoltà sul lavoro, tutte cose che l’hanno costretta a fermarsi e rivalutare la sua vita, da un nuovo punto di vista. Come succede alle persone citate nell’opera: tutte, anche dopo un lutto o una malattia difficile, sono riuscite a trovare quel lato positivo che ha permesso loro di andare avanti.