Quando la Natura ci ricorda che siamo suoi ospiti…

Terremoto in Nepal, con epicentro fra Kathmandu e Pokhara. Ci sono state molte vittime – anche a causa delle valanghe provocate, sull’Everest, dal sisma. Danni ingenti, anche agli edifici e tra questi, c’è stato il crollo di una torre, patrimonio dell’Unesco, uno dei principali monumenti di Kathmandu.

E’ da diverso tempo, che si stanno verificando, terremoti di diversa entità, anche quì in Italia, senza che se ne sappia nulla. Come se, la Terra, voglia ricordarci che siamo solo suoi ospiti e non possiamo abusare della sua pazienza..

Questo, fino a quando si continuerà a trivellare, alla ricerca di fonti energetiche fossili, quando si potrebbe, anzi si dovrebbe passare ad altro, anche per non andare incontro a tragedie peggiori…

 

 

Fedora…

Tempo fa, alla ricerca di questa opera di Umberto Giordano – rappresentata a Lecce nel ’98, con Katia Ricciarelli e José Cura, nei ruoli principali – sono riuscita a trovare un DVD, con la registrazione della stessa ma con interpreti diversi. Poco male, mi son detta, almeno l’ avrei ascoltata per intero. Nel cofanetto, però, mancava un libretto. Mi son messa alla ricerca ma, dopo aver chiesto in giro, nulla..

Quasi rassegnata, stavo per gettare la spugna, quando, un giorno, mi é venuto in mente di recarmi presso un negozio di pianoforti, dove si tengono concerti o serate a tema musicale o culturale, ed informarmi su dove avrei potuto reperire un articolo così desueto – il termine esatto. Una delle titolari, molto gentilmente, mi ha indicato un negozio, vicino il Conservatorio dove sarei riuscita a trovare ciò che stavo cercando… E così é stato, in effetti. Ho aspettato un mese, più o meno, ma sono riuscita ad averlo.

Questo luogo, una piccola oasi nel deserto, mi era totalmente sconosciuto. E credo che, sia uno dei pochi, in tutta Italia, dove si possono trovare ancora certe cose. Avevo anche fatto una ricerca sul web, ma non intendevo scaricare e stampare ben 58 pagine… E’ stato triste constatare che, col tempo, sia per l’avvento del web, che per la mancanza di interesse per certi generi musicali, stanno chiudendo attività che facevano parte del cuore commerciale di questa città… E di quà, mi verrebbe di fare qualche riflessione anche sul livello intellettuale dei miei contemporanei – che temo, stia calando paurosamente.. Ma spero che ci possa essere una rinascita, anche da questo punto di vista.

 

Due coccinelle e una strana “medium”…

Riemergo dall’ombra, per commentare – tra me e me – alcuni strani avvenimenti che sono capitati, di recente. Partiamo dall’inizio. Le due coccinelle.. Due ospiti alate che, separatamente, si sono affacciate dalle mie parti, come segno premonitore della primavera o come messaggere di lieti eventi. Una vicino una tenda e la sua simile, giorni dopo, attaccata ad un pile, ritirato dal balcone… Fin quì niente di strano, siamo quasi in primavera – anzi, oggi é proprio il primo giorno della nuova stagione.

La cosa più singolare, é stato l’incontro con una “medium”… Mi ero affacciata dalle parti di alcuni amici, per un saluto veloce e, questa donna ha fatto capolino sull’uscio del negozio di questi ragazzi. Inizialmente, ho pensato ad una rom, che chiedeva l’elemosina e in effetti, ha domandato se qualcuno di noi avesse qualche spicciolo..Ha detto di essere calabrese e chiamarsi Angela. Alla nostra risposta negativa, ha proposto di leggere la mano a me e all’altra persona presente. Inutile dire che ci siamo rifiutati. Lei, sorridente, dopo averci osservati, ha stilato un ritratto sommario delle nostre persone. Non ricordo esattamente le parole, ma grosso modo ha detto che devo stare serena, c’è un’anima buona che veglia su di me e che il 10 aprile sarà un giorno fortunato. Anche per l’altra persona, si è espressa in termini positivi. Poi, é andata via tranquilla..
Non credo a sensitivi, medium o cose simili, ma da un po’ di tempo a questa parte, certi strani “fenomeni” mi fanno pensare… Anche la provenienza di costei – denunciata dall’accento, a me familiare – mi ha lasciato di stucco…

Se mi capitasse di incontrarla, farei due chiacchiere…

 

Pioggia…

Strano tempo, questi giorni… Saremmo già in primavera, almeno dal punto di vista metereologico, ma pare di essere tornati indietro in autunno o, peggio, inverno. Anche oggi, che sono riuscita ad incontrarmi con tre care amiche ed ex colleghe di studi, pioveva quasi a dirotto. Siamo state “graziate” per arrivare al ristorante e al rientro, verso casa, ma questa mattina e durante il pranzo… Pareva si fossero scatenati gli elementi…

Questi giorni, sto leggendo un altro dei libri che ho acquistato un po’ di tempo fa: “Guarire con la mente”.. Altro volume interessante, ma più tecnico rispetto a quello di Robin Norwood… Sarà “recensito” appena lo termino, ma credo segnerò qualche frase, come motto…

Guarire coi perché – Robin Norwood

Rieccomi, dopo tanto, col commento dell’ultimo libro che ho terminato di leggere, proprio ieri sera: Guarire coi perché, di Robin Norwood.

L’autrice, psicoterapeuta specializzata in terapia della famiglia, si occupa di problemi di “dipendenza” ed ha lavorato con tossicodipendenti ed alcolisti. Ha scritto anche “Donne che amano troppo”, ma questa volta si é rivolta ad un pubblico sia maschile che femminile, invitandolo a guardare con occhio diverso alle varie avversità che si incontrano nella vita. Non a caso, il titolo originale dell’opera é:”Why me, why this, why now” ossia “Perché a me, perché questo, perché adesso”.
A tutti sarà capitato di chiederci – a me abbastanza spesso, anche recentemente – per quale motivo si stava affrontando una certa difficoltà in un determinato periodo della propria esistenza. Secondo la Norwood, sono compiti che la nostra anima ci assegna per migliorare noi stessi e curare le nostre ferite più profonde…

Lei stessa, nell’introduzione, racconta che ha scritto il libro, dopo un periodo difficile della sua esistenza: un divorzio alle spalle, difficoltà sul lavoro, tutte cose che l’hanno costretta a fermarsi e rivalutare la sua vita, da un nuovo punto di vista. Come succede alle persone citate nell’opera: tutte, anche dopo un lutto o una malattia difficile, sono riuscite a trovare quel lato positivo che ha permesso loro di andare avanti.

 

Non si può cancellare la storia

La Torre di Babele

bar-and-caffe-della-pace

Ci sono negozi, o locali, che fanno parte della città. Sono segnati sulle guide turistiche, come i monumenti, e sono patrimonio di tutti i cittadini. Adesso sta chiudendo, per sfratto, l’Antico Caffè della Pace, a Roma, a due passi da piazza Navona. I paparazzi da decenni piazzati lì, perchè tanto “qualcuno” prima o poi arrivava. Se avevi pazienza poteva capitarti di prendere il cappuccino al tavolino accanto a De Niro o Al Pacino, magari anche a Clinton, per non dire dei Fellini o degli Ungaretti. Una volta, dopo aver benedetto l’interno, sotto il fantastico pergolato si è seduto addirittura Giovanni Paolo II. Inutile fare la lista: praticamente dalla fine del Settecento si sono accomodati tutti. Al suo posto dovrebbe nascere un albergo, ma sia il Comune che liberi cittadini si stanno battendo a suon di firme per non abbattere un pezzo di storia. La memoria è il filo che…

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Il blog si è trasferito

La Torre di Babele

Proviamo.

QUESTO E’ IL NUOVO INDIRIZZO (clicca)

Capisco che ogni cambiamento può causare fastidio e magari …leggero turbamento, ma sto cercando di utilizzare meccanismi tecnici in grado di indirizzare direttamente verso il nuovo spazio. Intanto, basta cliccare al link sopra per andare direttamente al nuovo blog. Potete leggere e potete commentare, con facilità, esattamente come qui. Ma soprattutto il panorama WordPress resterà intatto e pienamente operativo. Con tutto il suo background e con i suoi blog principali, come Professione Reporter e Lettere dal Don. Insomma, si tratta soltanto di una nuova primavera della Torre di Babele che va avanti da ben tredici anni, nonostante l’attacco pesante dei social network. Nuovi stimoli, dunque, che mi auguro coinvolgano anche la tribù.

La sfida continua, sempre sotto il segno della Torre

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