Archivio | settembre 2013

Siamo in vendita?

La Torre di Babele

Lasciamo perdere il passato (la Nestlè, la Fiat…) ma ora si comincia a esagerare. Dell’Alitalia venduta ai francesi si dice da tempo, ma che ora anche la Telecom non è praticamente più nostra fa un certo effetto. Possibile che anche gli spagnoli stiano meglio di noi?

Tutte le razzie: Italia terra di conquista

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Questa voce è stata pubblicata il 25 settembre 2013. 1 Commento

Restiamo umani

La Torre di Babele

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Quando nasco, sono nero,
quando cresco, sono nero,
quando ho caldo, sono nero,
quando ho freddo, sono nero,
quando ho paura, sono nero,
quando sono malato, sono nero,
quando muoio, sono nero.
Tu, quando nasci sei rosa,
quando cresci sei bianco,
quando hai caldo sei rosso,
quando hai freddo sei viola,
quando hai paura sei giallo,
quando sei malato sei verde,
quando muori sei grigio.
Allora, perché continui a chiamare me uomo di colore?

[Foto di Ruud Van Empel, olandese, 2006]

Ho pubblicato su Facebook questo post. Parole forti e immagine così bella da mozzare il fiato. Mai era successo che un post fosse così seguito (lo hanno visto in 51 mila). Cento commenti, quasi novecento “like” ma soprattutto più di mille condivisioni! Sembrano solo cifre, invece sono un segno di grande umanità. Significa che c’è ancora spazio di salvezza.  La pagina Facebook

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Quando la regola diventa eccezione…

Beh, ormai siamo arrivati a questo punto: quello che sarebbe normale, diventa inconsueto e viceversa…

Sono diversi giorni che ci penso e, basandomi su esempi che vedo intorno a me, sono giunta alla conclusione che l’educazione, in ogni contesto e forma, sta diventanto merce rara… Questa riflessione, dopo un incontro fatto dal mio medico curante, giorni fa. Ero andata in ambulatorio prima del mio solito, perchè avevo impegni più tardi. Avanti a me, c’era un signore distinto, che ho scambiato per un rappresentante – ne aveva tutte le caratteristiche: “aplomb” anglosassone – in questo, mi ha ricordato un ex docente, il lettore di inglese, classico figurino – bella presenza e cartella. Riflettendo, ho ricordato che, di solito, i rappresentanti sono muniti di borse più ingombranti, per il corredo di farmaci che recano al seguito, quindi poteva trattarsi benissimo di un altro paziente… Incrociando le dita e sperando di non impiegare troppo tempo, mi ero messa di sentinella con lo sguardo nella direzione da cui pensavo provenisse la dottoressa la quale, in realtà, era già in studio. All’orario, il signore summenzionato, ha citofonato e siamo saliti. Giunti in ascensore al piano, mi ha ceduto il passo con un gesto del braccio… Non sono tipo da formalizzarsi se non mi fanno passare prima – non viviamo più nell’Ottocento, quando si usavano certe delicatezze – quindi non mi sarei aspettata una cosa del genere…

Alla faccia del femminismo e della parità tra i sessi: certe cose, fanno ancora piacere!!! E sfiderei chiunque a negarlo… Magari, per la persona in questione, sarà normale dare la precedenza alle “dame” – come si chiamavano una volta le rappresentanti del gentil sesso – ma la sottoscritta, almeno fino ad ora, non ha incontrato nessuno che avesse certi riguardi, segno di buona educazione, appunto…

Probabilmente, mi sarò imbattuta in un ufo nei panni di un gentiluomo, chissà… Però, almeno dal mio punto di vista, è confortante sapere che non è tutto perduto…

E, con questa, auguro la buona notte a tutti, anche al “mio” sconosciuto gentiluomo, ovunque sia…

 

Riscoprire l’antica Roma, entusiamante

La Torre di Babele

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Come capita sempre nella propria città, ammetto che non sono mai sceso ai fori imperiali. Ho visitato Babilonia, conosco a memoria Cartagine, sono stato a Leptis Magna, ho passato molte ore a Tiro tra resti fenici e romani, addirittura ho pagato il biglietto per quattro sassi antichi a Birmingham. Capita, cioè capita a chi ha disposizione i propri tesori e ha la percezione che comunque potrà sempre andarci, in qualsiasi momento. Anche dentro il Colosseo credo di esserci entrato al massimo un paio di volte, da ragazzo. Eppure mi sta dentro l’anima. E’ la storia di chi è cresciuto a due passi di Porta Maggiore dove da bambino andavo a giocare a biglie nei solchi lasciati dalle bighe. Insomma, sono uno dei tanti cosciente di essere nato (e di vivere) in uno dei luoghi più antichi e belli del mondo. Lo stesso ragazzo che, diventato adulto, ha avuto per anni…

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Evitare una guerra globale

La Torre di Babele

Prima o poi bisognerà parlarne, anche se so che si tratta di un argomento molto scottante. Ma sulla Siria ho molti dubbi, da sempre, e faccio fatica a non intervenire. So anche che è un discorso difficilmente digeribile, riceverò repliche sdegnate, ma vi prego di ragionare. E non seguire le frasi roboanti dell’amministrazione americana (“è un crimine contro l’umanità”) che ha sulla coscienza l’atomica di Hiroshima, il napalm del Vietnam, l’uranio dei Balcani e il massacro di civili in Afghanistan. Partiamo da un dato di fatto: nessuno mette in dubbio che il regime di Assad stia perpetrando un autentico eccidio, tuttavia la situazione non è così chiara come qualcuno vorrebbe far credere. Io starò sempre dalla parte degli attivisti siriani, di questo popolo che ha tutto il diritto di liquidare una dittatura sanguinaria. E il mondo ha il dovere di aiutarli. Ma fra gli oppositori ci sono molte parti…

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La figlia della belva

La Torre di Babele

«Dispiaciuta» per le vittime, ma «onorata» di portare il nome del padre: così si è detta Lucia Riina, figlia del capomafia Salvatore (Totò) Riina, alla televisione svizzera, «Io sono onorata di chiamarmi così, e felice» perché «è il cognome di mio padre e immagino che qualsiasi figlio che ama i suoi genitori non cambia il cognome. Corrisponde alla mia identità. Sono i miei genitori, siamo cattolici e devo dell’amore a mio padre e mia madre», afferma, ricordando che a casa pregavano tutte le sere e che il momento più brutto della sua vita fu l’arresto di suo padre. «Nostra madre è stata estremamente importante, poiché non abbiamo potuto andare a scuola. È lei che ci ha insegnato a leggere e a scrivere». Fonte

Va tutto bene, cioè non si può contestare l’amore di un figlio per i genitori. Ma essere “onorata” per un nome che mette paura soltanto a nominarlo sembra…

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Il valore di una testimonianza diretta: “Sono stati i ribelli, e non Assad, a usare le armi chimiche”

La Torre di Babele

Finalmente Quirico è stato liberato. Finalmente per numerosi motivi. Per la sua famiglia, per il suo giornale e un po’ anche per noi, colleghi e amici che abbiamo sofferto l’angoscia dell’ennesimo rapimento di un reporter. Ma c’è anche un altro motivo molto importante per gioire della fine della disavventura poiché finalmente tutti potranno conoscere la reale situazione in Siria dal racconto di un testimone diretto. Sapete, e parlo a titolo personale, che sono sempre stato molto cauto sull’evoluzione della situazione siriana, distinguendo tra la sacrosanta rivendicazione di libertà da parte della popolazione (pagata con molto sangue) e gli inserimenti di elementi estranei e da scellerati interessi nobilitati, come succede sempre nelle guerre sporche, da motivi falsamente umanitari. Finora le informazioni sono arrivate dalle parti e spesso manipolate. La testimonianza di Quirico perciò arriva al momento giusto, anche per la sua oggettività, attestata dal passato professionale dell’inviato de “La Stampa”. Ecco…

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